1Cor 11,2-16 è sicuramente tra i brani più dibattuti e controversi dell’intero epistolario paolino. In questo passaggio, in effetti, Paolo sembra affrontare una serie di temi oggi all’ordine del giorno: il ruolo della donna nel cristianesimo, i criteri per la soluzione dei conflitti che sorgono all’interno di comunità religiose, il rapporto tra dimensione pubblica e dimensione privata di un gruppo sociale, l’uso e il valore di alcuni segni di differenziazione sessuale (ad esempio il velo) in contesti liturgici o più ampiamente comunitari. Per tutti questi motivi, il brano si presta volentieri ad attualizzazioni forzate e talora del tutto arbitrarie.

L’esegeta Giancarlo Biguzzi, affrontando proprio questo passaggio paolino, parte da una distinzione polemica fra “esegesi” ed “eisegesi”: «Il termine “esegesi” è abbastanza conosciuto, e da Platone in poi significa “interpretazione”, essendo composto dal verbo “condurre” (ēgeomai, agō) e dalla preposizione “fuori (ex-)”: fare esegesi è dunque estrarre da un testo il suo significato. Più sconosciuto è il termine “eis-egesi” usato per dire polemicamente che c’è il pericolo di mettere dentro (eis-ēgeomai) a un testo quello che nel testo non c’è».
Riguardo a Paolo, precisa l’autore, c’è poi «da chiedersi che cosa dalle sue lettere è possibile ricavare» su vari argomenti, ad esempio sul suo modo di concepire la donna, «e che cosa invece nelle sue lettere non c’è ma, influenzati dallo spirito del tempo, gli interpreti sono stati portati a introdurvi eis-esegeticamente».
Un’osservazione analoga viene fatta da Gillian Beattie, nel libro Women and Marriage in Paul and His Early Interpreters, a proposito dei ripetuti tentativi di considerare 1Cor 11,2-16 come il frutto di un’interpolazione non paolina: «The authorship of controversial passages like the one under discussion here simply cannot be decided on the basis of scholars’ own presuppositions concerning what Paul “ought” have said about women, discomforting though the implications might be of having to accept seemingly misogynistic statements as authentically Pauline».
Ma perché spendere così tante cautele? Una lettura diretta del brano di 1Cor potrà farcelo intuire.
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