Oggi, su Avvenire, è comparsa un’intervista all’esegeta tedesco Rainer Riesner, sul ruolo di Paolo nel cristianesimo delle origini. Lascia un po’ perplessi, a dire il vero, il titolo redazionale scelto per l’articolo: “San Paolo scriveva sui muri”.
Il riferimento, presumibilmente, è a una recente scoperta archeologica ricordata dallo stesso Riesner: «…a Smirne, in Turchia, grazie alle ricerche di uno studioso americano, Roger Bagnall, sono stati rinvenuti dei graffiti che fanno riferimento a Gesù; in particolare è stata decifrata la frase “Colui che dona lo Spirito”, che potrebbe essere la più antica testimonianza scritta della storia cristiana…».
La perplessità, per l’appunto, deriva dal fatto che Smirne, a differenza di quanto si afferma nel testo, non può essere pacificamente indicata come «un luogo legato alla vita di Paolo»: a meno che, naturalmente, non la si voglia includere nell’orbita dei possibili spostamenti missionari dell’apostolo (e dei suoi collaboratori) da Efeso… Ma è più prudente attenersi alle affermazioni esplicite delle fonti, che parlano di Smirne come di uno dei centri legati a Giovanni, l’autore dell’Apocalisse.